La Firma Grafometrica in un mondo Paperless


a cura del Dott. Massimo Del Sordo – Grafologo Forense Esperto in Analisi e Comparazione di  Firme Grafometriche

Il complesso tecnologico relativo alla progressiva ed inarrestabile dematerializzazione che ci avvolge gradualmente, con il passare del tempo e con l’incessante innovazione informatica a tutto campo, ha fatto passi in avanti notevoli.

Nell’ambito grafologico, lo stato dell’implementazione tecnologica oramai è giunto a livelli impensabili.

Nel nostro futuro la carta e la penna alimentata ad inchiostro saranno un lontano ricordo; per scrivere e leggere ed anche per firmare documenti importanti, saranno necessari una tavoletta grafica [1]  e una penna [2]; ma questi strumenti elettronici sono utilizzabili già da adesso.

Infatti, se ci guardiamo attorno, questo scenario futuro è già nel nostro presente; ad oggi chi non opera con ed utilizza un  tablet, uno smartphone ed altri “aggeggi” elettronici e/o similari per fare di tutto e di più?

E saranno proprio questi gli strumenti che effettivamente, volenti o non, utilizzeremo, ma che concretamente stiamo già adoperando per firmare, scrivere e leggere documenti e/o contratti con banche, assicurazioni, ovvero anche quando abbiamo a che fare con la Pubblica Amministrazione e con società appartenenti ai settori della GDO, media, energy, retail etc. etc..

Ammettiamolo, la firma grafometrica ormai è diventata una realtà tangibile, sicuramente la sua palpabile presenza sarà sempre più ampia nel nostro prossimo, ma molto vicino, futuro.

Essa è già parte integrante di un più vasto e fortemente auspicato processo di dematerializzazione, presente ed in via di attuazione in tutti i settori della società, visti anche gli enormi risparmi, sia di denaro che di tempo, che esso produce.

La “biro” ed il supporto, quello cartaceo, si apprestano a diventare un qualcosa di completamente piatto, freddo ed inusuale, almeno per coloro che fanno parte della cosiddetta generazione dei millennials, o Generazione Y, ed ancora the Net Generation.

Questi due oggetti, saranno un caro ricordo anche per quelle persone che con carta e penna sono nati e vissuti, che amano stropicciarla e sentirne l’odore, che riescono ad assaporare quel certo piacere al solo udire il tipico rumore di quando si sfoglia la pagina di un libro o di un giornale, o di quando si strappa, magari anche con rabbia, un foglio.

Infatti, per tutti quelli che appartengono ad una certa generazione, questi gesti possono avere, anzi meglio dire che possiedono inevitabilmente, anche un aspetto non del tutto secondario; non si può sottovalutare il benefico appagamento personale, con gli indubbi risvolti di benessere e di liberazione a livello psicologico, del maltrattare un pezzo di carta dopo averci scarabocchiato sopra per scaricare la rabbia.

Questo non ha prezzo, è innegabile il sottile piacere di avere fatto un qualcosa che, in fondo all’animo, compiace e piace.

Ma tutto ciò può essere fatto attraverso l’uso di un tablet o cose similari?

Praticamente strappare un tablet, o meglio un sign pad sarà molto difficile, l’unica soddisfazione potrebbe essere nello sbattere “l’aggeggio”, con forza per terra; ma il costo/beneficio in questi termini appare troppo elevato, onestamente non converebbe.

Gioco forza dobbiamo entrare nell’ottica che, grazie alla tecnologia ed alle innovazioni in campo informatico, siamo passati da un rumoroso strusciare della penna sulla carta ad un silente rumore, ovvero quel genere di strepito che ci può “donare” un  tablet, già proprio quel genere di “baccano” dei bit e delle connessioni informatiche.

Senz’altro tutto bello e pratico, ma indubbiamente meno affascinante dell’imprimere la propria grafia su di una superficie cartacea guidati dalle seducenti ed intrinseche sensazioni che trasmette la “biro” o lo strumento scrittorio alla nostra mente attraverso la mano.

E’ indubbio, per una certa generazione questi gesti non hanno prezzo. Ed infatti tutto questo sarà un bel ricordo che andrà a finire sulle pagine del tipo “come eravamo” o “la nostra storia”.

Ma adesso dalle recriminazioni sentimental – cartaceo – scrittorie, passiamo ad esaminare brevemente, anche in vista dei prossimi articoli inerenti la materia Grafometrica, le innovazioni tecnologiche ed informatiche che modificano i nostri modi di essere ed interagire in un mondo paperless.

Come dicevamo, in un futuro che già è presente, la superficie sulla quale imprimeremo la nostra grafia, ed in particolare le nostre sottoscrizioni, sarà specificatamente appartenere ad un signature pad, quindi un supporto tecnologico specifico ovvero un paddi firma, che altri non è, in parole povere, un più evoluto tablet,  simile a quelli che usiamo abitualmente per inviare mail, leggere articoli e vedere il conto in banca, ovvero un vero e proprio smartphonepiù grande del normale.

La penna in uso, attraverso le varie tecnologie, ci permetterà, senza inchiostro, di apporre la nostra grafia attraverso il citato tablet sul documento in formato PDF che vogliamo appunto sottoscrivere.

Stiamo parlando di quella che è la  firma grafometrica; è palese che la sua visione va oltre l’aspetto puramente “grafologico”.

Infatti questa forma tecnologica, attraverso sensori ed altri elementi informatici di input/output, recepisce elementi propri dello scrivente che vengono rilevati in tempo reale durante l’apposizione della sottoscrizione sulla superficie del digipad attraverso l’uso della digital pen ad esso collegata.

Con questa tecnologia, mentre apponiamo la nostra sottoscrizione vengono rilevati alcuni vettori biometrici, ovvero: velocità, accelerazione, pressione, ritmo e coordinate spaziali (X-Y).

Ma c’è di più, è possibile conoscere anche i momenti nei quali, anche impercettibilmente, la nostra mano solleva lo strumento scrittorio mentre verghiamo; in questo momento storico/tecnologico la distanza massima tra penna e  superficie grafica è all’incirca di 5 mm, ciò a seconda della sensibilità e delle possibilità tecniche relativamente alla tavoletta grafica ed alla digital pen.

La user experience, quindi la consapevolezza grafica del sottoscrittore, è molto simile a quella della firma di un documento cartaceo, in quanto iI devicefisico naturalmente mostra al sottoscrittore l’immagine a colori, per la maggior parte delle tavolette grafiche, del documento che sta firmando ed il cosiddetto ink effect permette di visualizzare immediatamente la propria firma proprio sul signature pad.

Ma immediatamente non è proprio il termine giusto, in quanto bisogna anche considerare un leggerissimo ritardo tra il manovrare la penna e l’apparire del segmento grafico sul device.

In termini tecnologici attuali, con i dispositivi più recenti, l’attesa, o più esattamente latenza, è di circa 10/20 ms.

Questa latenza, anche se è quasi impercettibile, potrebbe indurre chi firma a bloccare e/o rallentare effettivamente l’atto grafico, o in ogni caso ad avere qualche istante di esitazione proprio perché abituato al vecchio sistema analogico (carta/penna), in quanto manca l’esatta simultaneità di quel momento grafico.

Esprimendomi da Grafologo professionista questo aspetto per alcuni confluisce in un qualcosa di veramente problematico, potrebbe indurre chi firma a produrre indici grafici traducibili in falsi positivi, come tentennamenti, incertezze, tremori e/o “incidenti” trasmessi dalla mano scrivente nella traccia grafica, che nella realtà sono completamente assenti.

Infatti, questi indici grafici non appartengono alla stessa mano scrivente ma sono esclusivamente dovuti a quel preciso momento scrittorio, all’incidere con l’inconsapevolezza determinata appunto da quella latenza appena citata.

Per cui, questi segni grafologici, se presenti, andranno esaminati con attenzione ed oculatezza, in quanto potrebbero non essere rintracciabili nelle scritture comparative.

Successivamente, completata l’apposizione della firma, dopo aver dato l’ok, i dati informatici relativi alla nostra sottoscrizione ed il documento in formato PDF vanno a formare il cosiddetto “documento informatico”[3]che viene blindato attraverso la sua criptatura asimmetrica [4].

Quindi al nostro blob, che contiene anche il documento PDF firmato ed i vettori biometrici ad esso annessi, attraverso anche l’uso di algoritmi Hash-Sha 256, viene garantita la protezione e la certificazione di messa in sicurezza dei files stessi; in merito a questo processo esistono varie normative e disposizioni che regolarizzano esattamente tali eventi, tra le quali ricordiamo quelle del Garante della privacy e quelle relative al CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale),etc..

Infine il documento informatico, o blob, viene “conservato” presso appositi archivi per poi essere messo eventualmente in evidenza nel caso di una consulenza grafologica, ma questo può avvenire solo ed esclusivamente, come stringetemene riportato nella normativa, a seguito di autorizzazione di un magistrato.

Quindi, in caso di contenzioso, se bisogna effettuare una indagine relativa alla nostra firma grafometrica, abbiamo bisogno dell’intervento, per poterla avere materialmente fra le mani, del “conservatore di documenti informatici”[5](con obbligatorio accredito presso AgID Agenzia per l’Italia Digitale) che possiede fisicamente il fileoltre che del “vigilatore dei dati”[6](un soggetto indipendente esterno agli interessi di chi conserva i dati, di solito un notaio) che possiede la chiave privata di decriptazione per aprire il blob.

Solo allora sarà possibile la trasmissione (o passaggio, o consegna, così come vi aggrada) del file contente i dati della firma grafometrica da periziare, il tutto naturalmente previa nuova criptazione con la nostra chiave pubblica; così come impone l’attuale normativa nazionale ed europea.

Questa trasmissione può avvenire anche attraverso posta certificata, in quanto la criptazione asimmetrica del file grafometrico è sicura ed incolume da “predatori” informatici.

Giova precisare che l’unico titolato a poter eseguire esami, accertamenti ed analisi di carattere grafometrico, quindi in grado di poter esprimere pareri che abbiano valore giuridico è il Grafologo esperto in firme grafometriche, così come normato anche dal garante della privacy[7].

La procedura appena descritta può comunque variare a seconda della “sofware house” che gestisce lo strumento grafometrico, quindi potrebbe essere necessaria la presenza di altri interlocutori, tra i quali quelli che sono in possesso di parte della Masterkey.

A questo punto giova richiamareLe buone prassi  per l’analisi forense di firme grafometriche[8], al momento alla versione 1.7.1, predispostodall’Associazione Grafologica Italiana A.G.I.

Questo documento descrive esattamente tutte le procedure e le regole da attuare in caso di perizia volta alla firma grafometrica, ed è il primo atto che si occupa di questo specifico scopo.

Finora l’analisi di firme grafometriche era un campo procedurale del tutto inesplorato, se non studiato parzialmente ed abbastanza superficialmente da persone sprovviste della necessaria ed indispensabile preparazione nel campo “grafolgico/grafometrico”.

Quindi si può fortemente confermare e ribadire che solo un grafologo professionista, fornito delle necessarie abilità, capacità ed idoneità, potrà essere in grado di districarsi nell’ambito dell’analisi e comparazione di firme grafometriche.

Per i grafologi professionisti “Le buone prassi” rappresentano un grande passo in avanti in un settore dal carattere tecnico/informatico, ma ciò naturalmente andrà modificato ed ottimizzato in osservanza alle innovazioni tecnico-normative che il futuro sicuramente ci renderà in un generale contesto di rinnovamento.

Giova infine precisare che il documento contenente le Le buone prassi  per l’analisi forense di firme grafometricheè stato validato da competenti figure ed enti estremamente autorevoli nel campo dell’implementazione tecnologica relativa alla firma grafometrica, tra i quali ricordiamo l’Ing. Giovanni Manca (Esperto di dematerializzazione e sicurezza ICT Presidente ANORC Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale), l’Ing Enrico TOMASINI (CEO and Member Board of Directors NAMIRIAL S.p.A.), Avv. Luigi FOGLIA (Digital & Law Department dello Studio Legale Lisi, Delegato territoriale ANORC), Prof. Andrea PIRLO(Professore Ordinario Sistemi di Elaborazione delle Informazioni Università degli Studi di Bari, Referente Agenda Digitale e Smart City, Presidente AICA Puglia), l’AIFAG (Associazione Italiana Firma elettronica Avanzata Biometrica e Grafometrica) ed ANORC( Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale).

Bibliografia

  • Allegato al Provvedimento generale prescrittivo in tema di biometria – 12 novembre 2014 – Linee Guida in Materia di Riconoscimento Biometrico e Firma Grafometrica
  • Le buone prassi per l’analisi forense di firme grafometriche – AGI Vers. 1.7.1
  • Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) – decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82
  • DPCM 22/2/2013 – DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 febbraio 2013 – Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali, ai sensi degli articoli 20, comma 3, 24, comma 4, 28, comma 3, 32, comma 3, lettera b) , 35, comma 2, 36, comma 2, e 71 del Dlgs 82/2005
  • DPCM 3/12/2013 – DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 dicembre 2013 – Regole tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 20, commi 3 e 5-bis, 23-ter, comma 4, 43, commi 1 e 3, 44 , 44-bis e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005
  • Regulation (EU) No 910/2014 OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL os 23 July 2014 on electronic identification and trust services for electronic transactions in the internal market and repealing Directive 1999/93/EC
  • Algorithms, Key Sizes and Parameters Report 2014 – European Union Agency for Network and Information Security
  • aifag.it
  • agigrafometrica.it
  • anorc.eu
  • agid.gov.it

[1]sinonimo di tablet, ma termine più esatto

[2]che penna, come la concepiamo noi non è, in quanto si tratta di uno strumento, o estensione di input, che adopera la tecnologia EMR (Risonanza elettro-magnetica) per dare forma ai gesti che eseguiamo sulla tavoletta grafica per realizzare la nostra sottoscrizione, ed attraverso il suo uso attiviamo la ricezione e registrazione di vettori biometrici espressi durante la vergatura

[3]Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD-DLgs 82/2005) definisce il documento informatico come “rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti” in contrapposizione al documento analogico (“rappresentazione non informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti”)

[4]La crittografia, può essere definita un sistema che tramite l’utilizzo di un algoritmo matematico agisce su una sequenza di caratteri, rendendola non accessibile liberamente. Tale trasformazione si basa sul valore di una chiave segreta, ovvero il parametro dell’algoritmo di cifratura/decifratura. Proprio la segretezza di questa chiave rappresenta il sigillo di sicurezza di ogni sistema crittografico. In base al genere di chiave utilizzato, è possibile suddividere in due tipologie questo sistema di cifratura informatica: quando è presente una chiave singola si parla di crittografia a chiave simmetrica o a chiave segreta (la chiave del mittente e quella del destinatario sono la stessa), quando invece vi sono due chiavi di cifratura distinte si parla di crittografia a chiave asimmetrica o a chiave pubblica (la chiave di cifratura è pubblica, mentre la chiave di decifratura è privata)

[5]Art. 44-bis. Codice dell’amministrazione digitale Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82, articolo abrogato dal D.Lgs. 13 dicembre 2017, n. 217 art.29

[6]Rilevazione di impronte digitali ed immagini per accedere agli istituti di credito: limiti e garanzie – 27 ottobre 2005 (G.U. n. 68 del 22-3-2006)

[7]Allegato al Provvedimento generale prescrittivo in tema di biometria – 12 novembre 2014 – Linee Guida in Materia di Riconoscimento Biometrico e Firma Grafometrica – 5. Utilizzo delle tecniche Biometriche – 5.4 Sottoscrizione di documenti informatici

[8]Reperibile attraverso www.agigrafometrica.it

– si ringrazia per la gentile collaborazione la Dott.ssa Paola Camardella

Il complesso tecnologico relativo alla progressiva ed inarrestabile dematerializzazione che ci avvolge gradualmente, con il passare del tempo e con l’incessante innovazione informatica a tutto campo, ha fatto passi in avanti notevoli.

Nell’ambito grafologico, lo stato dell’implementazione tecnologica oramai è giunto a livelli impensabili.

Nel nostro futuro la carta e la penna alimentata ad inchiostro saranno un lontano ricordo; per scrivere e leggere ed anche per firmare documenti importanti, saranno necessari una tavoletta grafica [1]  e una penna [2]; ma questi strumenti elettronici sono utilizzabili già da adesso.

Infatti, se ci guardiamo attorno, questo scenario futuro è già nel nostro presente; ad oggi chi non opera con ed utilizza un  tablet, uno smartphone ed altri “aggeggi” elettronici e/o similari per fare di tutto e di più?

E saranno proprio questi gli strumenti che effettivamente, volenti o non, utilizzeremo, ma che concretamente stiamo già adoperando per firmare, scrivere e leggere documenti e/o contratti con banche, assicurazioni, ovvero anche quando abbiamo a che fare con la Pubblica Amministrazione e con società appartenenti ai settori della GDO, media, energy, retail etc. etc..

Ammettiamolo, la firma grafometrica ormai è diventata una realtà tangibile, sicuramente la sua palpabile presenza sarà sempre più ampia nel nostro prossimo, ma molto vicino, futuro.

Essa è già parte integrante di un più vasto e fortemente auspicato processo di dematerializzazione, presente ed in via di attuazione in tutti i settori della società, visti anche gli enormi risparmi, sia di denaro che di tempo, che esso produce.

La “biro” ed il supporto, quello cartaceo, si apprestano a diventare un qualcosa di completamente piatto, freddo ed inusuale, almeno per coloro che fanno parte della cosiddetta generazione dei millennials, o Generazione Y, ed ancora the Net Generation.

Questi due oggetti, saranno un caro ricordo anche per quelle persone che con carta e penna sono nati e vissuti, che amano stropicciarla e sentirne l’odore, che riescono ad assaporare quel certo piacere al solo udire il tipico rumore di quando si sfoglia la pagina di un libro o di un giornale, o di quando si strappa, magari anche con rabbia, un foglio.

Infatti, per tutti quelli che appartengono ad una certa generazione, questi gesti possono avere, anzi meglio dire che possiedono inevitabilmente, anche un aspetto non del tutto secondario; non si può sottovalutare il benefico appagamento personale, con gli indubbi risvolti di benessere e di liberazione a livello psicologico, del maltrattare un pezzo di carta dopo averci scarabocchiato sopra per scaricare la rabbia.

Questo non ha prezzo, è innegabile il sottile piacere di avere fatto un qualcosa che, in fondo all’animo, compiace e piace.

Ma tutto ciò può essere fatto attraverso l’uso di un tablet o cose similari?

Praticamente strappare un tablet, o meglio un sign pad sarà molto difficile, l’unica soddisfazione potrebbe essere nello sbattere “l’aggeggio”, con forza per terra; ma il costo/beneficio in questi termini appare troppo elevato, onestamente non converebbe.

Gioco forza dobbiamo entrare nell’ottica che, grazie alla tecnologia ed alle innovazioni in campo informatico, siamo passati da un rumoroso strusciare della penna sulla carta ad un silente rumore, ovvero quel genere di strepito che ci può “donare” un  tablet, già proprio quel genere di “baccano” dei bit e delle connessioni informatiche.

Senz’altro tutto bello e pratico, ma indubbiamente meno affascinante dell’imprimere la propria grafia su di una superficie cartacea guidati dalle seducenti ed intrinseche sensazioni che trasmette la “biro” o lo strumento scrittorio alla nostra mente attraverso la mano.

E’ indubbio, per una certa generazione questi gesti non hanno prezzo. Ed infatti tutto questo sarà un bel ricordo che andrà a finire sulle pagine del tipo “come eravamo” o “la nostra storia”.

Ma adesso dalle recriminazioni sentimental – cartaceo – scrittorie, passiamo ad esaminare brevemente, anche in vista dei prossimi articoli inerenti la materia Grafometrica, le innovazioni tecnologiche ed informatiche che modificano i nostri modi di essere ed interagire in un mondo paperless.

Come dicevamo, in un futuro che già è presente, la superficie sulla quale imprimeremo la nostra grafia, ed in particolare le nostre sottoscrizioni, sarà specificatamente appartenere ad un signature pad, quindi un supporto tecnologico specifico ovvero un paddi firma, che altri non è, in parole povere, un più evoluto tablet,  simile a quelli che usiamo abitualmente per inviare mail, leggere articoli e vedere il conto in banca, ovvero un vero e proprio smartphonepiù grande del normale.

La penna in uso, attraverso le varie tecnologie, ci permetterà, senza inchiostro, di apporre la nostra grafia attraverso il citato tabletsul documento in formato PDFche vogliamo appunto sottoscrivere;

Stiamo parlando di quella che è la  firma grafometrica; è palese che la sua visione va oltre l’aspetto puramente “grafologico”.

Infatti questa forma tecnologica, attraverso sensori ed altri elementi informatici di input/output, recepisce elementi propri dello scrivente che vengono rilevati in tempo reale durante l’apposizione della sottoscrizione sulla superficie del digipad attraverso l’uso della digital pen ad esso collegata.

Con questa tecnologia, mentre apponiamo la nostra sottoscrizione vengono rilevati alcuni vettori biometrici, ovvero: velocità, accelerazione, pressione, ritmo e coordinate spaziali (X-Y).

Ma c’è di più, è possibile conoscere anche i momenti nei quali, anche impercettibilmente, la nostra mano solleva lo strumento scrittorio mentre verghiamo; in questo momento storico/tecnologico la distanza massima tra penna e  superficie grafica è all’incirca di 5 mm, ciò a seconda della sensibilità e delle possibilità tecniche relativamente alla tavoletta grafica ed alla digital pen.

La user experience, quindi la consapevolezza grafica del sottoscrittore, è molto simile a quella della firma di un documento cartaceo, in quanto iI devicefisico naturalmente mostra al sottoscrittore l’immagine a colori, per la maggior parte delle tavolette grafiche, del documento che sta firmando ed il cosiddetto ink effect permette di visualizzare immediatamente la propria firma proprio sul signature pad.

Ma immediatamente non è proprio il termine giusto, in quanto bisogna anche considerare un leggerissimo ritardo tra il manovrare la penna e l’apparire del segmento grafico sul device.

In termini tecnologici attuali, con i dispositivi più recenti, l’attesa, o più esattamente latenza, il tempo di risposta è di circa 10/20 ms.

Questa latenza, anche se è quasi impercettibile, potrebbe indurre chi firma a bloccare e/o rallentare effettivamente l’atto grafico, o in ogni caso ad avere qualche istante di esitazione proprio perché abituato al vecchio sistema analogico (carta/penna), in quanto manca l’esatta simultaneità di quel momento grafico.

Esprimendomi da Grafologo professionista questo aspetto per alcuni confluisce in un qualcosa di veramente problematico, potrebbe indurre chi firma a produrre indici grafici traducibili in falsi positivi, come tentennamenti, incertezze, tremori e/o “incidenti” trasmessi dalla mano scrivente nella traccia grafica, che nella realtà sono completamente assenti.

Infatti, questi indici grafici non appartengono alla stessa mano scrivente ma sono esclusivamente dovuti a quel preciso momento scrittorio, all’incidere con l’inconsapevolezza determinata appunto da quella latenza appena citata.

Per cui, questi segni grafologici, se presenti, andranno esaminati con attenzione ed oculatezza, in quanto potrebbero non essere rintracciabili nelle scritture comparative.

Successivamente, completata l’apposizione della firma, dopo aver dato l’ok, i dati informatici relativi alla nostra sottoscrizione ed il documento in formato PDF vanno a formare il cosiddetto “documento informatico”[3]che viene blindato attraverso la sua criptatura asimmetrica [4].

Quindi al nostro blob, che contiene anche il documento PDF firmato ed i vettori biometrici ad esso annessi, attraverso anche l’uso di algoritmi Hash-Sha 256, viene garantita la protezione e la certificazione di messa in sicurezza dei files stessi; in merito a questo processo esistono varie normative e disposizioni che regolarizzano esattamente tali eventi, tra le quali ricordiamo quelle del Garante della privacy e quelle relative al CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale),etc..

Infine il documento informatico, o blob, viene “conservato” presso appositi archivi per poi essere messo eventualmente in evidenza nel caso di una consulenza grafologica, ma questo può avvenire solo ed esclusivamente, come stringetemene riportato nella normativa, a seguito di autorizzazione di un magistrato.

Quindi, in caso di contenzioso, se bisogna effettuare una indagine relativa alla nostra firma grafometrica, abbiamo bisogno dell’intervento, per poterla avere materialmente fra le mani, del “conservatore di documenti informatici”[5](con obbligatorio accredito presso AgID Agenzia per l’Italia Digitale) che possiede fisicamente il fileoltre che del “vigilatore dei dati”[6](un soggetto indipendente esterno agli interessi di chi conserva i dati, di solito un notaio) che possiede la chiave privata di decriptazione per aprire il blob.

Solo allora sarà possibile la trasmissione (o passaggio, o consegna, così come vi aggrada) del file contente i dati della firma grafometrica da periziare, il tutto naturalmente previa nuova criptazione con la nostra chiave pubblica; così come impone l’attuale normativa nazionale ed europea.

Questa trasmissione può avvenire anche attraverso posta certificata, in quanto la criptazione asimmetrica del file grafometrico è sicura ed incolume da “predatori” informatici.

Giova precisare che l’unico titolato a poter eseguire esami, accertamenti ed analisi di carattere grafometrico, quindi in grado di poter esprimere pareri che abbiano valore giuridico è il Grafologo esperto in firme grafometriche, così come normato anche dal garante della privacy[7].

La procedura appena descritta può comunque variare a seconda della “sofware house” che gestisce lo strumento grafometrico, quindi potrebbe essere necessaria la presenza di altri interlocutori, tra i quali quelli che sono in possesso di parte della Masterkey.

A questo punto giova richiamareLe buone prassi  per l’analisi forense di firme grafometriche[8], al momento alla versione 1.7.1, predispostodall’Associazione Grafologica Italiana A.G.I.

Questo documento descrive esattamente tutte le procedure e le regole da attuare in caso di perizia volta alla firma grafometrica, ed è il primo atto che si occupa di questo specifico scopo.

Finora l’analisi di firme grafometriche era un campo procedurale del tutto inesplorato, se non studiato parzialmente ed abbastanza superficialmente da persone sprovviste della necessaria ed indispensabile preparazione nel campo “grafolgico/grafometrico”.

Quindi si può fortemente confermare e ribadire che solo un grafologo professionista, fornito delle necessarie abilità, capacità ed idoneità, potrà essere in grado di districarsi nell’ambito dell’analisi e comparazione di firme grafometriche.

Per i grafologi professionisti “Le buone prassi” rappresentano un grande passo in avanti in un settore dal carattere tecnico/informatico, ma ciò naturalmente andrà modificato ed ottimizzato in osservanza alle innovazioni tecnico-normative che il futuro sicuramente ci renderà in un generale contesto di rinnovamento.

Giova infine precisare che il documento contenente le Le buone prassi  per l’analisi forense di firme grafometricheè stato validato da competenti figure ed enti estremamente autorevoli nel campo dell’implementazione tecnologica relativa alla firma grafometrica, tra i quali ricordiamo l’Ing. Giovanni Manca (Esperto di dematerializzazione e sicurezza ICT Presidente ANORC Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale), l’Ing Enrico TOMASINI (CEO and Member Board of Directors NAMIRIAL S.p.A.), Avv. Luigi FOGLIA (Digital & Law Department dello Studio Legale Lisi, Delegato territoriale ANORC), Prof. Andrea PIRLO(Professore Ordinario Sistemi di Elaborazione delle Informazioni Università degli Studi di Bari, Referente Agenda Digitale e Smart City, Presidente AICA Puglia), l’AIFAG (Associazione Italiana Firma elettronica Avanzata Biometrica e Grafometrica) ed ANORC( Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale).

Bibliografia

  • Allegato al Provvedimento generale prescrittivo in tema di biometria – 12 novembre 2014 – Linee Guida in Materia di Riconoscimento Biometrico e Firma Grafometrica
  • Le buone prassi per l’analisi forense di firme grafometriche – AGI Vers. 1.7.1
  • Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) – decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82
  • DPCM 22/2/2013 – DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 febbraio 2013 – Regole tecniche in materia di generazione, apposizione e verifica delle firme elettroniche avanzate, qualificate e digitali, ai sensi degli articoli 20, comma 3, 24, comma 4, 28, comma 3, 32, comma 3, lettera b) , 35, comma 2, 36, comma 2, e 71 del Dlgs 82/2005
  • DPCM 3/12/2013 – DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 dicembre 2013 – Regole tecniche in materia di sistema di conservazione ai sensi degli articoli 20, commi 3 e 5-bis, 23-ter, comma 4, 43, commi 1 e 3, 44 , 44-bis e 71, comma 1, del Codice dell’amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005
  • Regulation (EU) No 910/2014 OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL os 23 July 2014 on electronic identification and trust services for electronic transactions in the internal market and repealing Directive 1999/93/EC
  • Algorithms, Key Sizes and Parameters Report 2014 – European Union Agency for Network and Information Security
  • aifag.it
  • agigrafometrica.it
  • anorc.eu
  • agid.gov.it

[1]sinonimo di tablet, ma termine più esatto

[2]che penna, come la concepiamo noi non è, in quanto si tratta di uno strumento, o estensione di input, che adopera la tecnologia EMR (Risonanza elettro-magnetica) per dare forma ai gesti che eseguiamo sulla tavoletta grafica per realizzare la nostra sottoscrizione, ed attraverso il suo uso attiviamo la ricezione e registrazione di vettori biometrici espressi durante la vergatura

[3]Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD-DLgs 82/2005) definisce il documento informatico come “rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti” in contrapposizione al documento analogico (“rappresentazione non informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti”)

[4]La crittografia, può essere definita un sistema che tramite l’utilizzo di un algoritmo matematico agisce su una sequenza di caratteri, rendendola non accessibile liberamente. Tale trasformazione si basa sul valore di una chiave segreta, ovvero il parametro dell’algoritmo di cifratura/decifratura. Proprio la segretezza di questa chiave rappresenta il sigillo di sicurezza di ogni sistema crittografico. In base al genere di chiave utilizzato, è possibile suddividere in due tipologie questo sistema di cifratura informatica: quando è presente una chiave singola si parla di crittografia a chiave simmetrica o a chiave segreta (la chiave del mittente e quella del destinatario sono la stessa), quando invece vi sono due chiavi di cifratura distinte si parla di crittografia a chiave asimmetrica o a chiave pubblica (la chiave di cifratura è pubblica, mentre la chiave di decifratura è privata)

[5]Art. 44-bis. Codice dell’amministrazione digitale Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82, articolo abrogato dal D.Lgs. 13 dicembre 2017, n. 217 art.29

[6]Rilevazione di impronte digitali ed immagini per accedere agli istituti di credito: limiti e garanzie – 27 ottobre 2005 (G.U. n. 68 del 22-3-2006)

[7]Allegato al Provvedimento generale prescrittivo in tema di biometria – 12 novembre 2014 – Linee Guida in Materia di Riconoscimento Biometrico e Firma Grafometrica – 5. Utilizzo delle tecniche Biometriche – 5.4 Sottoscrizione di documenti informatici

[8]Reperibile attraverso www.agigrafometrica.it

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